Un intervento mirato di due mezze giornate, che dimostra come la digital transformation non debba per forza essere un progetto di mesi per lasciare un segno.
L'ufficio rendicontazione della Fondazione produce periodicamente report finanziari che mettono insieme dati provenienti da database e fonti diverse. Ogni volta il lavoro ripartiva da capo: estrarre i dati, copiarli in un file di consolidamento, controllarli e ricostruire tabelle e grafici.
Un processo lento, ripetitivo e fragile: bastava una colonna spostata in un'estrazione per introdurre un errore difficile da individuare.
L'obiettivoAutomatizzare due processi di reporting senza introdurre nuovi software, lasciando al team uno strumento che sappia usare e mantenere in autonomia.
Lo stesso report, due modi molto diversi di arrivarci.
Ore di lavoro a ogni ciclo
Un click per aggiornare tutto
Il tempo che prima andava nella raccolta dei dati ora va nella loro analisi.
La soluzione migliore non è sempre la più nuova. In questo caso lo strumento giusto era già installato su ogni computer dell'ufficio.
Power Query e Power Pivot sono già inclusi in Excel: zero costi di software, zero procedure di acquisto.
Il team lavora già in Excel ogni giorno. Nessun nuovo ambiente da imparare, adozione immediata.
Le stesse trasformazioni si possono portare in Power BI quando servirà condividere i report più ampiamente.
Le ore spese a ogni ciclo in estrazioni e copia-incolla sono state sostituite da un aggiornamento con un click.
Le regole di trasformazione sono scritte una volta e applicate sempre allo stesso modo: niente più errori di copia.
L'ufficio gestisce e modifica il sistema da solo, senza dipendere da consulenti esterni.
Aggiungere una nuova fonte significa aggiungere una nuova connessione, non un nuovo processo manuale.
Spesso bastano pochi giorni di lavoro per automatizzarlo. Parliamone.